Eccomi qui con una nuova ricetta!
Vi garantisco che almeno una volta nella
vita è un esperimento culinario da provare anche solo per rievocare quei
profumi lontani che sanno trasformare una giornata e donano un non so che di
serenità! L’unico aspetto negativo da prendere seriamente in considerazione è
che poi non potrete piu’ farne a meno e che dovrete essere disposte a mettere
su qualche chilo! :-)
Piccola doverosa premessa: ci sono tanti modi per fare il pane, io fra i
vari metodi proposti qua e la, preferisco di gran lunga la lievitazione con
impasto indiretto. Su internet troverete, se interessati molti link, che
spiegano molto bene processi chimici che agiscono a livello molecolare per
l’autolisi e la fermentazione vera e propria. Bypasso questo aspetto anche se
la mia indole “statistica-attuariale” cerca di prendere il sopravvento su quella
culinario, ma stavolta desisto per il bene di chi mi legge!
Per la mia esperienza personale, posso dire che per una buona riuscita del pane
gli elementi fondamentali, oltre a degli ingredienti di buona qualità, sono il
lievito, i tempi di lievitazione, le piegature dell’impasto una volta
realizzato il panetto lievitato e la cottura dello stesso.
Il top del lievito, inutile dirlo, è il lievito madre, ma si impiegano circa due/tre settimane di “lavoro giornaliero” per rinfrescare la pasta e nutrire i microorganismi…in fondo è il lievito di Sua Maestà ed un motivo ci sarà!
Diciamo che per una panificazione casalinga le tecniche del poolish o della biga danno a mio avviso ottimi risultati se capiti bene i processi di lievitazione e fermentazione.
Dopo vari esperimenti vi propongo una ricetta per fare il pane fatto in casa davvero buono! Croccante fuori ma con un cuore morbido davvero invidiabile. Non spaventatevi della lunghezza del post... Il processo è solo un po’ lungo, ma in se per se semplice.